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martedì 11 giugno 2019
Quando la vita diventa una vera "fogna"
Nei post precedenti abbiamo visto come effettivamente noi siamo plasmati dall'ambiente che ci ospita, ma anche come noi siamo in grado di modificare ciò che ci circonda per renderlo migliore o peggiore.
Quest'oggi vorrei affrontare con voi un tema molto inquietante e delicato, ma allo stesso tempo di estrema importanza per comprendere meglio quanto scritto nei precedenti post e per avere una visione d'insieme.
Infatti andremo a capire i limiti entro i quali queste leggi operano. Andremo insieme a vedere quando quello che a noi sembra un paradiso può in realtà trasformarsi in un vero inferno. Parleremo delle conseguenze della sovrappopolazione e del troppo benessere, non che dell'effetto della cosiddetta "fogna del comportamento".
venerdì 14 settembre 2018
La Risonanza Ambientale
Nei due post precedenti (Ecco come noi influenziamo l'ambiente - Ecco come l'ambiente ci influenza) abbiamo affrontato il tema molto importante delle relazione che inevitabilmente si instaurano fra gli esseri viventi e l'ambiente stesso che li ospita. Siamo legati all'ambiente che ci ospita in modo indissolubile ed esso ha potere su di noi ma anche noi con le nostre azioni possiamo modificarlo e renderlo un posto migliore o peggiore in cui vivere.
Questo processo di modifica conseguenziale dell'ambiente è stato chiamato da me "Risonanza ambientale" ed essa può assumere risvolti positivi (Risonanza ambientale positiva, RA+), che hanno come conseguenza un netto miglioramento della vivibilità e della ricchezza dell'ambiente stesso; oppure risvolti negativi (Risonanza ambientale negativa, RA-), che hanno come conseguenza un impoverimento ed un inasprimento della situazione ambientale.
Esiste anche una risonanza neutra, ma in tal caso sarebbe meglio parlare semplicemente di equilibrio stabile o relativamente stazionario, dove nulla apparentemente cambia o dove non vi è alcun cambiamento significativo nel breve periodo. Ma è molto raro che ciò si verifichi o che perduri poiché succede sempre qualcosa, anche minima, in grado di cambiare gli equilibri di un ambiente.
Praticamente ogni azione svolta da un essere vivente può andare ad incidere sul grado di RA che si verifica, come abbiamo visto nei post precedenti.
In questo post invece andremo a capire meglio come funziona la Risonanza Ambientale e quanto in realtà sia facile a volte andare ad incidere positivamente o negativamente su ciò che ci circonda.
Capiremo insieme come anche semplici gesti possono andare a modificare ciò che ci circonda nel lungo e nel breve periodo e di come di conseguenze anche le azioni più eclatanti possono incidere significativamente.
venerdì 23 febbraio 2018
Ecco come noi influenziamo l'ambiente
Nel post precedente abbiamo visto come l'ambiente ci influenza, in barba a chi afferma che l'essere umano ha il totale controllo e potere sul suo destino.
Oggi invece andremo a capire come effettivamente noi possiamo influenzare l'ambiente che ci ospita con i nostri comportamenti e attraverso le nostre scelte, scelte che sono molto importanti a discapito di chi afferma che "non si può sfuggire al proprio destino".
Per cominciare possiamo dire che essenzialmente ci sono tre modi attraverso cui modifichiamo ciò che ci circonda. Possiamo farlo attraverso l'espletamento delle nostre funzioni biologiche, attraverso le nostre scelte, le nostre capacità e il nostro modo di vedere le cose e infine attraverso le relazioni che scegliamo di instaurare o che siamo costretti ad instaurare con il resto della vita.
Questi modi possono assumere sia sfumature negative (RA-) che positive (RA+) e questo alla fine determina il tipo di risonanza ambientale che si verifica.
Andiamo ora ad esaminare nel dettaglio ciò che ci permette di influenzare l'ambiente che ci ospita.
venerdì 2 febbraio 2018
Ecco come l'ambiente ci influenza.
Tante volte si sente parlare di quanto noi esseri umani siamo in grado di causare danni all'ambiente che ci circonda ma meno spesso si parla dell'influenza che un ambiente degradato può avere su di noi e su ogni cosa che ci circonda.
Ebbene noi esseri umani siamo portati a pensare che tutto ruoti attorno a noi, che tutto sia in nostro potere, che tutto possa essere controllato. Pensiamo che ogni nostra decisione sia frutto di un nostro ragionamento, di un nostro atto di volontà. Ma è sempre così? Esistono situazioni in cui non siamo noi a "dettare la legge"?
Certo che esistono, ed influenzano la nostra vita in modo molto più radicale di quel che pensiamo.
Questo è il primo di una serie di post che ci porteranno ad esplorare i misteri della cosiddetta "risonanza ambientale" (o ecologica).
Oggi andremo a vedere come effettivamente l'ambiente che ci circonda influenza la nostra vita, le nostre scelte, i nostri comportamenti. Proveremo a comprendere come un ambiente sano, puro e genuino possa realmente contribuire al miglioramento delle condizioni generali di vita. Siete pronti? Andiamo!
venerdì 29 settembre 2017
Riflessioni sulla Tecnologia
Spesso coloro che sostengono l'importanza di uno stile di vita più rispettoso nei confronti della Natura affermano anche che la tecnologia è male a priori.
La tecnologia infatti per esistere ha bisogno inevitabilmente della distruzione dell'ambiente, o per meglio dire, essa necessità di una trasformazione e dello sfruttamento di una qualche risorsa naturale, con tutto ciò che questo comporta.
Se l'uomo vuole vivere davvero in armonia e nel rispetto di ciò che lo circonda deve quindi privarsi della tecnologia.
Anche io la pensavo così fino a poco tempo fa... e tutt'ora penso che l'attuale sistema globale non potrà mai essere sostenibile. La civiltà, per come è stata pensata, costruita e consolidata è un enorme fallacia. È un'illusione pensare che si possa continuare così, anche ripulendo e/o nascondendo il marcio che c'è all'interno del sistema con qualche bella legge o con un rivoluzionamento dello stesso. La nostra civiltà ha i giorni contati e presto crollerà... è sicuro che accadrà, presto o tardi crollerà. E lo farà per mano nostra o sotto l'influsso della furia purificatrice della natura. Ma lo farà.
Tuttavia, non me ne voglia chi segue questo blog, con questo post voglio comunque spezzare una lancia in favore di chi non ritiene a priori la tecnologia un male.
domenica 6 agosto 2017
Adattarsi o morire
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Riflessioni personali
Quante volte ho dovuto sentirmi dire che nella vita infondo bisogna adattarsi.
Adattarsi a comunicare con gli altri, alle loro esigenze.
Adattarsi ad un lavoro mal pagato perché infondo è "meglio di niente".
Adattarsi a vivere una vita che non ci appartiene, soltanto perché aspirare a qualcosa di diverso è visto come un vivere con la testa fra le nuvole, crogiolandosi nei propri sogni e fra le proprie immature illusioni.
L'adattamento viene quasi posto come un idolo da venerare ed inseguire, un idolo da porre sull'altare di una qualche strana darwiniana e religiosa visione secondo cui o ti adatti o soccombi. Se ti adatti sei un figo della madonna, se soccombi sei uno sfigato che non merita nemmeno di essere preso in considerazione.
domenica 17 luglio 2016
Lo scopo della vita
Che cos'è la vita? Qual'è il suo scopo?
Alcune persone dicono che la vita non ha uno scopo, o almeno che la vita ha lo scopo che noi gli diamo. Altri dicono che semplicemente lo scopo della vita è perpetuare sé stessa.
A volte sembra davvero che sia così, che tutto sia solo il frutto di un caso, di una fatalità... sembra che tutto corra in un unica direzione, senza motivo alcuno, all'infuori di quello che noi gli attribuiamo.
A volte sembra che tutto sia destinato a dissolversi, rendendo vano il semplice vivere, o addirittura l'esistenza della vita stessa.
Eppure c'è qualcosa dietro a tutto questo. Io l'ho sentito, l'ho vissuto. Deve esserci dell'altro, non può essere tutto qui!
Non so esattamente cosa sia, ma sento che ciò è reale. A volte è come aver vissuto un intera esistenza senza aver mai vissuto davvero.
Che cosa rende la vita viva? Che cosa gli impedisce di autodistruggersi? Perché se vivere significa soltanto adempiere ai propri bisogni e inseguire i propri capricci... ciò non è forse quello che abbiamo fatto fin ora? Eppure non siamo felici, non ci sentiamo vivi.
venerdì 11 marzo 2016
La competizione è positiva e indispensabile?
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Tempo fa partecipai ad un corso per giovani imprenditori (non chiedetemi cosa ci facessi lì, perché non lo so nemmeno io!) e uno dei concetti fondamentali che fu più volte ribadito fu quello che "la concorrenza è positiva, non è un ostacolo ma una opportunità per migliorarsi".
Ma è davvero così?
La concorrenza è davvero sempre positiva? O sarebbe forse meglio chiedersi: "fino a che punto la competizione è positiva?"
Secondo la filosofia del non-dualismo, non esiste nulla infatti di maligno o benigno fine a se stesso.
L'ideale sarebbe un equilibrio fra i due estremi, ma possiamo davvero dire che questo equilibrio sia presente nella nostra attuale società?
venerdì 22 gennaio 2016
Schiavi della complessità
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Ormai non faccio che ripeterlo, l'essere umano è schiavo. Schiavo di molte cose, ingabbiato e intrappolato in un labirinto che sembra senza uscita.
Ma vi è una cosa che ci ha reso schiavi più delle altre... è la gabbia della complessità in cui siamo finiti. Gabbia che ci siamo costruiti da soli, generazione dopo generazione. Una gabbia che ha le sue radici ben piantate nell'idea stessa di "società civile".
domenica 15 febbraio 2015
La figura del leader in natura
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La figura del leader è davvero una figura obsoleta, come sostengono molti anarchici?
Per mia esperienza personale diretta, posso dire con certezza che su questo punto gli anarchici potrebbero davvero sbagliarsi.
Mi è capitato spesso, vuoi per scuola, per svago o per lavoro, di trovarmi a lavorare in gruppo con altre persone.
La cosa che ho imparato subito è che senza una figura in grado di prendere in mano la situazione e in grado di mantenere un clima tranquillo nel "branco", non si fa molta strada. Già allora si capiva che la democrazia è un fallimento. Molto spesso ci si ritrovava a votare per alzata di mano, ma il guaio è che buona parte del gruppo non aveva le competenze giuste per prendere una certa decisione. E la maggioranza vinceva sempre, trascinando il resto del gruppo alla rovina.
Quasi sempre si veniva a creare una situazione di stallo: nessuno era abbastanza forte o capace da prendersi la responsabilità di guidare il gruppo e, inevitabilmente, i più bulli e prepotenti finivano sempre per accaparrarsi il diritto di decidere per gli altri.
Beh, riguardo a questo punto sembrerebbe quasi che gli anarchici abbiano ragione. Il problema principale è che le loro idee partono dall'analisi storica: effettivamente i vari governanti o potenti di turno ce l'hanno messa tutta per farci nauseare la parola stessa di "capo" o di "governo". Ma il fatto è che nessuno di questi personaggi storici è mai stato un vero leader. Erano solo tutti bulli, prepotenti e approfittatori... e sono saliti al potere soltanto perché non c'era nessuno abbastanza forte da prendere il loro posto ed impedirglielo. (tranne nel caso delle "monarchie", in tal caso era tutta una cosa di "famiglia".)
venerdì 21 novembre 2014
Masanobu Fukuoka e l'agricoltura del non fare.
Oggi voglio dedicare questo post a una persona davvero speciale: Masanobu Fukuoka, il pionere di quella che oggi viene chiamata "agricoltura naturale" o agricoltura "del non fare".
Sebbene egli si è sempre definito una "persona normale", Fukuoka ha decisamente lasciato il segno nella vita di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di imparare da lui.
Ma chi era davvero Masanobu Fukuoka? E in cosa consiste questa agricoltura del "non fare"?
mercoledì 2 luglio 2014
L' evoluzione, il motore dell'Universo.
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Ma oggi vorrei parlarvi anche dell'evoluzione ampliando il suo vero significato, in modo tale da racchiudere dentro di se l'Universo Tutto.
Nonostante al giorno d'oggi vi sia chi ancora nega l'esistenza dell'evoluzione, chiunque con le giuste conoscenze e un minimo di buon senso può intuire che l'Universo è una realtà in continuo mutamento e infinita. Non una realtà immutabile e finita come vogliono farci credere i creazionisti & co.
Questo dovrebbe farci presupporre che tutto ciò che noi vediamo ha richiesto molto tempo e molti cambiamenti per raggiungere il suo stato attuale. Quindi un'evoluzione, un passaggio continuo da una forma ad un'altra più adatta e molte volte più "complessa".
E' come se l'Universo stesso cercasse di adattarsi al meglio alle situazioni a cui è sottoposto.
...
venerdì 28 febbraio 2014
Dualismo e concetto di bene-male
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Esiste davvero il male in senso assoluto? O è solo un tentativo dell'uomo di dare un senso a ciò che più al mondo lo spaventa o lo minaccia?
E che dire del bene? Che cos'è davvero il bene e come fare a stabilire la verità, dato che ogni religione ha una propria definizione di ciò che è bene e ciò che e male?
Oggi parleremo del dualismo presente in molte religioni e come questo abbia influenzato di molto il pensiero corrente. Parleremo anche dell'assurdità di questo modo di pensare e della realtà stessa che possiamo trovare in natura.
lunedì 9 dicembre 2013
La devozione dei genitori in natura
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Non mi stancherò mai di dirlo... troppo spesso la gente pensa al mondo naturale come ad un mondo selvaggio, caotico, spaventoso e crudele.
Certo, la vita in Natura non è mai facile e presenta le sue sfide e i suoi rischi quotidiani. Una di queste sfide, ad esempio, è quella di diventare genitori.
Anche gli animali sono premurosi e affettuosi nei confronti dei loro piccoli, anzi si potrebbe quasi dire che gli animali sanno essere dei genitori migliori di quanto noi uomini ci sforziamo di essere.
Certo, non tutti gli animali si comportano allo stesso modo, ma non possiamo pretendere di capire o di sapere cosa si cela nel cuore di una mamma o di un papà non umani. Spesso comportamenti che per la maggior parte di noi sono inimmaginabili (come quello di abbandonare i propri figli a se stessi) per alcuni animali risultano nella norma (si pensi ad esempio a molte specie di rettili fra tartarughe, serpenti e lucertole).
Ma non è di questo che voglio parlare, oggi mi piacerebbe concentrarmi sul comportamento di alcuni dei genitori più devoti e affettuosi in natura. Vi renderete conto allora di quanto l'uomo ha da imparare dalla Natura e in particolar modo dai nostri fratelli animali.
(L'elenco qui di seguito è in ordine casuale, sicuramente ne avrò tralasciato qualcuno, d'altronde sono così tanti i genitori devoti in natura! Se mai aggiornerò in seguito...)
Anche gli animali sono premurosi e affettuosi nei confronti dei loro piccoli, anzi si potrebbe quasi dire che gli animali sanno essere dei genitori migliori di quanto noi uomini ci sforziamo di essere.
Certo, non tutti gli animali si comportano allo stesso modo, ma non possiamo pretendere di capire o di sapere cosa si cela nel cuore di una mamma o di un papà non umani. Spesso comportamenti che per la maggior parte di noi sono inimmaginabili (come quello di abbandonare i propri figli a se stessi) per alcuni animali risultano nella norma (si pensi ad esempio a molte specie di rettili fra tartarughe, serpenti e lucertole).
Ma non è di questo che voglio parlare, oggi mi piacerebbe concentrarmi sul comportamento di alcuni dei genitori più devoti e affettuosi in natura. Vi renderete conto allora di quanto l'uomo ha da imparare dalla Natura e in particolar modo dai nostri fratelli animali.
(L'elenco qui di seguito è in ordine casuale, sicuramente ne avrò tralasciato qualcuno, d'altronde sono così tanti i genitori devoti in natura! Se mai aggiornerò in seguito...)
domenica 1 dicembre 2013
Il vero peccato originale e il progetto per l'uomo.
Questo è un video che ho realizzato per illustrare in modo riassuntivo il succo di questo blog e la sua ragione di esistenza. Verrà inserito nella sezione "Perché Nuova Eden?".
Si parte con l'analizzare il mito dell'Eden in chiave filosofica/razionale poi si analizza brevemente la storia dell'uomo, del suo lento declino, fino ad arrivare all'epoca moderna, con i suoi contrasti e le sue contraddizioni.
In fine viene presentato come sarebbe il mondo se l'uomo rinnegasse l'antropocentrismo e gli idoli che comporta.
Vorrei che vedeste tutto questo non in chiave propagandistica/religiosa ma come un monito e un invito a riflettere. Per il resto... buona visione!.
sabato 5 ottobre 2013
La legge dell'ordine dal caos
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Troppo spesso il mondo Naturale viene dipinto come un luogo selvaggio, pericoloso, privo di regole e caotico. La realtà però è ben diversa, andiamo insieme a vedere il perché.
A tutti sarà capitato di vedere un terreno abbandonato. E' pieno di rovi, di erbacce e di sterpaglie che crescono tutte assieme, una addossata all'altra, competendo fra loro senza apparentemente alcun ordine, né legge.
Eppure il caos che si è generato è in realtà il frutto di una situazione precedente di squilibrio.
Ciò che noi umani definiamo "ordine", in realtà per la Natura non è altro che una situazione profondamente squilibrata.
A tutti sarà capitato di vedere un terreno abbandonato. E' pieno di rovi, di erbacce e di sterpaglie che crescono tutte assieme, una addossata all'altra, competendo fra loro senza apparentemente alcun ordine, né legge.
Eppure il caos che si è generato è in realtà il frutto di una situazione precedente di squilibrio.
Ciò che noi umani definiamo "ordine", in realtà per la Natura non è altro che una situazione profondamente squilibrata.
venerdì 14 giugno 2013
La concezione della morte negli animali
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Vi siete mai chiesti cosa passi per la testa di un animale quando si trova a dover fare i conti con la morte di un membro della sua stessa specie? Molto probabilmente no...
Sembra infatti che noi umani vogliamo a tutti i costi "essere speciali", quindi molto spesso ci dimentichiamo che anche noi siamo animali.
Credereste mai che gli animali provano emozioni simili alle nostre, se non le stesse, quando si trovano ad affrontare la morte?
Per alcuni potrebbe essere una cosa scontata, ma per quanto riguarda gli altri sono sicuro che quello che vedrete qui vi farà riflettere molto.
Ho pensato di mettere insieme alcuni video che ho raccolto qua e la navigando per la rete che dimostrano chiaramente che gli animali non sono insensibili alla morte altrui, come la maggior parte della gente pensa.
Volevo mostrarvi delle scene di alcuni documentari che vidi tempo fa riguardanti l'argomento, ma purtroppo su internet è difficile reperirli (maledetto copyright). Quindi ho scelto di ripiegare su filmati amatoriali.
I filmati che vedrete qui di seguito sono alquanto tristi e forse un po' macabri, ma comunque sia vale davvero la pena vederli. Buona visione.
Sembra infatti che noi umani vogliamo a tutti i costi "essere speciali", quindi molto spesso ci dimentichiamo che anche noi siamo animali.
Credereste mai che gli animali provano emozioni simili alle nostre, se non le stesse, quando si trovano ad affrontare la morte?
Per alcuni potrebbe essere una cosa scontata, ma per quanto riguarda gli altri sono sicuro che quello che vedrete qui vi farà riflettere molto.
Ho pensato di mettere insieme alcuni video che ho raccolto qua e la navigando per la rete che dimostrano chiaramente che gli animali non sono insensibili alla morte altrui, come la maggior parte della gente pensa.
Volevo mostrarvi delle scene di alcuni documentari che vidi tempo fa riguardanti l'argomento, ma purtroppo su internet è difficile reperirli (maledetto copyright). Quindi ho scelto di ripiegare su filmati amatoriali.
I filmati che vedrete qui di seguito sono alquanto tristi e forse un po' macabri, ma comunque sia vale davvero la pena vederli. Buona visione.
lunedì 3 giugno 2013
La morte fa parte della vita
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Spiritualità
Sembra incredibile, ma in pochi si fermano a riflettere sul significato della vita e in meno ancora riflettono sul significato della morte.
La morte è forse un argomento un po' scomodo, che molti preferiscono evitare fino a quando non vengono toccati direttamente, ad esempio dopo la morte di una persona cara.
Ci viene insegnato che la vita e la morte sono due opposti così come lo è il bene e il male. Non c'è da stupirsi se poi alle persone viene naturale associare la morte come a un male da sconfiggere o come una malattia da curare.
Ebbene la morte non è ne una malattia ne un male, semplicemente esiste ed è giusto che sia così.
Vita e morte dipendono l'una dall'altra. Sarebbe più corretto dire che la morte è da intendersi come parte stessa della vita. Non vi può essere vita senza morte né morte senza vita.
In questo post andremo insieme a capire perché queste due facce della stessa medaglia sono così inesorabilmente legate l'una all'altra e il perché dell'esistenza stessa della morte.
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