venerdì 2 febbraio 2018

Ecco come l'ambiente ci influenza.


Tante volte si sente parlare di quanto noi esseri umani siamo in grado di causare danni all'ambiente che ci circonda ma meno spesso si parla dell'influenza che un ambiente degradato può avere su di noi e su ogni cosa che ci circonda.
Ebbene noi esseri umani siamo portati a pensare che tutto ruoti attorno a noi, che tutto sia in nostro potere, che tutto possa essere controllato. Pensiamo che ogni nostra decisione sia frutto di un nostro ragionamento, di un nostro atto di volontà. Ma è sempre così? Esistono situazioni in cui non siamo noi a "dettare la legge"?
Certo che esistono, ed influenzano la nostra vita in modo molto più radicale di quel che pensiamo.

Questo è il primo di una serie di post che ci porteranno ad esplorare i misteri della cosiddetta "riverberazione ambientale" (o ecologica).
Oggi andremo a vedere come effettivamente l'ambiente che ci circonda influenza la nostra vita, le nostre scelte, i nostri comportamenti. Proveremo a comprendere come un ambiente sano, puro e genuino possa realmente contribuire al miglioramento delle condizioni generali di vita. Siete pronti? Andiamo!




Partiamo dicendo che esistono svariati fattori attraverso cui l'ambiente plasma le vite degli esseri viventi, il loro aspetto fisico, il loro comportamento, la loro cultura.
Da sempre infatti l'ambiente ha plasmato gli esseri viventi portandoli a sperimentare il cosiddetto processo evolutivo dando luogo al processo epigenetico e selezionando gli individui più adatti a vivere in quel luogo, piuttosto che in un'altro.
Inoltre le condizioni ambientali sono proprio ciò che spinge gli animali a comportarsi in un modo piuttosto che in un'altro. L'ambiente e le circostanze spingono gli animali ad alterare il proprio comportamento, a cambiare dieta, a cercare nuove fonti di cibo e nuovi luoghi sicuri in cui riprodursi. Ma non solo, esso influenza anche la loro psicologia, la loro etologia. Un ambiente può spingere un animale ad essere più aggressivo, più competitivo oppure può renderlo mansueto e collaborativo.


1) Mutazioni Epigenetiche



Il vero "anello mancante" nella cosiddetta teoria dell'evoluzione delle specie è proprio il fatto che Darwin attribuisce le mutazioni genetiche al caso. Il vero problema in tutto questo è che se è vero che tirando i dadi prima o poi usciranno tutte le combinazioni possibili, è anche vero che questo può richiedere molto, molto tempo. Nel gioco dei dadi abbiamo soltanto 24 possibili risultati e un numero assolutamente limitato di combinazioni; il DNA invece possiede milioni e milioni di possibili combinazioni e risultati. Immaginate il tempo che servirebbe affinché una cellula muti il proprio corredo genetico facendo in modo che il risultato di questa "roulette" sia proprio il cambiamento che quella cellula aveva bisogno.
La teoria della casualità della mutazione non può essere quindi accettata razionalmente, almeno non in via esclusiva, perché altrimenti agli esseri viventi sarebbe occorso molto più tempo di quanto in realtà ce ne hanno messo a passare da uno stadio evolutivo ad un'altro.

Esiste tuttavia una nuova disciplina scientifica chiamata "Epigenetica". Questa scienza si occupa di studiare le mutazioni fenotipiche che avvengono a livello cellulare e che possono a loro volta venire tramandate alle generazioni successive. Questa scienza sta portando alla luce nuove conoscenze sul funzionamento del DNA e sulla sua capacità di "adattarsi" agli stimoli esterni. Una mutazione epigenetica non modifica la struttura di base del DNA, ma modifica il tipo di informazione in esso contenute. Ad esempio può "accendere" o "spegnere" una determinata istruzione a seconda dei fattori a cui l'organismo è esposto.
E' un fenomeno che si può osservare maggiormente in piante e batteri, ma ci sono studi condotti su animali che ne evidenziano cambiamenti considerevoli dopo soltanto alcune generazioni di esposizione al fattore in questione, come la resistenza a determinate malattie e sostanze o la predisposizione verso determinate malattie. I fattori principali che portano alle mutazioni epigenetiche possono essere l'abbondanza o la scarsità di cibo, i mutamenti climatici e i cambiamenti nella dieta.
Ancora molto deve essere scoperto comunque, ma sono sicuro che questa nuova scienza prima o poi porterà le prove del fatto che a lungo andare le mutazioni epigenetiche, protratte per svariate generazioni, causano anche una mutazione genetica e che quindi esse potranno venire considerate a tutti gli effetti come un'altro fattore essenziale nell'evoluzione delle specie e nel loro adattamento.

L'ambiente e le condizioni di vita di un essere vivente influenzano quindi il comportamento dei suoi geni che in risposta a ciò mutano e vengono tramandati ai figli. Questo può potenzialmente dare origine ad individui "nuovi", con caratteristiche mutate in base alle necessità del contesto in cui i genitori hanno vissuto.
L'ambiente influenza quindi ciò che siamo a livello epigenetico, influenza il comportamento delle nostre cellule e può potenzialmente determinare in parte le caratteristiche che avranno le generazioni successive.


2) Selezione naturale


L'ambiente agisce sugli esseri viventi anche attraverso i vari fattori che ne regolano la sopravvivenza e l'adattamento.
Ogni ambiente pone determinate sfide e comporta il superamento di determinati ostacoli. Solo coloro che riescono in questa impresa possono dirsi degni di avere una vita piena e soddisfacente all'interno dell'ambiente che li ospita.
A primo impatto questo sembrerebbe un meccanismo crudele e perverso. Infatti come si suol dire "la legge del più forte" viene erroneamente demonizzata nella nostra società e presa come paragone quando la si vuol contrapporre al concetto di "civiltà" e progresso. Ma non c'è nulla di più sbagliato in questa visione.
Per quanto la selezione naturale ci appaia crudele, in realtà essa è lo strumento perfetto attraverso cui l'ambiente plasma gli esseri viventi affinché essi vivano in relativa pace e prosperità. Possiamo vederla come una manifestazione di "misericordia", ove chi soffre o non può essere felice viene liberato da quella esistenza "inadatta" prima del tempo. La selezione naturale a lungo andare fa in modo che soltanto chi può essere felice di vivere in tali condizioni rimanga e prosperi. E un essere vivente per essere felice deve essere adatto, deve "incastrarsi" alla perfezione con ciò che lo circonda, deve trovare il suo posto, la sua collocazione all'interno del sistema vita.

Quindi la selezione naturale, attraverso i suoi svariati fattori regolatori, è ciò che permette all'ambiente di "scegliere" le caratteristiche che dovranno avere coloro che vivono all'interno di esso. Più la caratteristica si "incastra" con le necessità dettate dall'ambiente e più questa verrà premiata (ad esempio con la possibilità di riprodursi, con una maggiore capacità di procurarsi il cibo ecc...).
Con "ambiente" naturalmente si intende un qualsiasi contesto, anche culturale. In una società meschina, individualista ed egoista soltanto gli individui che posseggono determinate caratteristiche (arrivismo, egoismo, opportunismo, capacità di oppressione) possono avere successo ed emanciparsi a discapito di tutti gli altri.
Viceversa, in una società giusta in cui i valori sono l'onestà, la condivisione e l'equità soltanto chi possiede determinate caratteristiche viene premiato e riesce quindi ad avere successo e ad emanciparsi a differenza di chi è meschino, opportunista ed egoista.
Quindi anche negli ambienti "artificiali", come quelli culturali, valgono le stesse medesime regole.
Non dobbiamo stupirci quindi se nella nostra società a spuntarla e a farla franca sono sempre determinati individui. Chi si arricchisce e detiene il potere sulle spalle degli altri lo fa in virtù delle sue caratteristiche, decise e selezionate da come la società stessa è strutturata.
Se la struttura stessa della nostra società fosse quanto meno diversa, determinate cose non potrebbero mai accadere.
Capite quindi quanto l'ambiente sia importante e quanto esso influenzi ciò che ci accade? Quanto l'ambiente sia in grado di decidere il destino di un'intera comunità di esseri. Mutare un ambiente significa mutare anche tutti coloro che ci abitano, cambiare le loro vite, le loro abitudini. Significa decretare il successo di determinati individui e il fallimento di altri.


3) Circostanze


L'ambiente plasma il comportamento degli esseri viventi attraverso le circostanze, ovvero attraverso le situazioni e le sfide che esso impone loro.
Ma non solo, la psicologia stessa e la cultura di un determinato gruppo di individui può cambiare a seconda che nell'ambiente ci sia abbondanza o meno di cibo, che vi siano o meno luoghi sicuri in cui crescere i figli oppure ancora a seconda dello spazio a disposizione e quant'altro.
L'abbondanza di risorse e di cibo, ad esempio, ha come effetto quello di indurre gli esseri viventi ad un comportamento decisamente molto più improntato alla condivisione ed alla collaborazione reciproca.
Al contrario, un ambiente impoverito avrà serie probabilità di indurre un comportamento fortemente competitivo e conflittuale, per cibo e riproduzione, in tutti gli esseri viventi che vi abitano.
Di questo ne abbiamo prove scientifiche derivanti dallo studio del comportamento animale: prendiamo ad esempio le giraffe, i leoni, le zebre. Queste specie animali vivono nella savana, ma esistono gruppi che si spostano e vivono al margine del deserto, dove le risorse scarseggiano. Ebbene è stato riscontrato in loro un comportamento molto più aggressivo tant'è che questi animali vagano per lo più solitari e spesso il rapporto con i loro simili è decisamente conflittuale, sia per il cibo che per le femmine.
Esistono tanti esempi da fare e che non possono esser citati tutti in questo articolo. Vi invito a porre attenzione a questo fenomeno, qualora avrete l'occasione di osservare degli animali in libertà di persona o attraverso un documentario.
Anche il numero di predatori e di pericoli presente in un ambiente determina a sua volta il grado di aggressività e pericolosità di tutti coloro che vi abitano. Un animale soggetto a forte predazione sarà naturalmente portato a modificare il suo comportamento e a sviluppare nuovi metodi per riuscire a sopravvivere semplicemente eludendo il pericolo o imparando ad affrontarlo senza paura.
Al contrario, un animale che vive in un ambiente sicuro lontano da ogni pericolo e da ogni predatore sarà maggiormente predisposto a sviluppare un atteggiamento bonario e ingenuo verso una specie sconosciuta, fino al punto di avvicinarsi senza dimostrare alcuna paura. Pensiamo ad esempio ai pinguini, che non temono l'uomo dal momento che si sentono al sicuro e sanno che non ci sono pericoli per loro sulla terraferma.
Ma non è soltanto l'abbondanza o la scarsezza di qualcosa a determinare un cambiamento comportamentale.
Anche l'arrivo di una specie aliena è un fattore di forte stress ambientale che porta inevitabilmente ad un cambiamento nelle abitudini delle specie indigene, se non addirittura alla loro estinzione.
Qualsiasi cosa o situazione può modificare il comportamento di un gruppo di animali, anche la conformazione geologia del territorio stesso.
Per l'uomo è lo stesso. Infatti ogni grande città è sorta in passato sempre nelle vicinanze di un fiume o di una fonte d'acqua. In questo senso possiamo affermare che è stata la rete fluviale e idrica mondiale a stabilire il luogo e il modo in cui le nostre città sono sorte e si sono sviluppate.
Molte cose pensiamo siano il frutto di nostre decisioni e soltanto nostre, ma la verità è che ciò che ci circonda ci influenza in una maniera che noi nemmeno possiamo immaginare e prevedere totalmente.



Quindi che conclusione possiamo trarre da tutto ciò che abbiamo visto in questo articolo?
Se avete già letto qualche altro mio articolo penso sappiate dove voglio andare a parare.
Alla luce di tutto ciò si può affermare con assoluta certezza che l'ambiente è un qualcosa di sacro, qualcosa da custodire e di cui prenderci a nostra volta cura ancor più sapendo che esso ha il potere di migliorare la nostra esistenza, ma anche quello di condannarla rendendoci la vita un'inferno.
L'ambiente ha il potere di renderci tutti quanti più felici, ma anche quello di intrappolarci nell'infelicità.
L'ambiente può rendere tutto più bello, o tutto più brutto. Può spingerci alla fame, mettendoci gli uni contro gli altri... o può renderci sazi, spingendoci a guardare oltre le nostre necessità per abbracciare scopi più elevati.
Le nostre scelte hanno un ruolo importante, sì... ma esse divengono importanti solo e soltanto in funzione dell'ambiente che ci ospita perché se noi ci prenderemo cura di lui, lui si prenderà cura di noi. Questo è il principio alla base della riverberazione ambientale.

Questo è ciò che andremo a spiegare nel prossimo post.

Alla prossima!

5 commenti:

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  2. Post molto interessante.

    Gianni Tiziano

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  3. Chi ha scritto il post Gianni Tiziano o Xandrex?

    Ecco come ci condiziona questo tipo di "ambiente"..!..

    Però vorrei solo ribadire la " bellezza " che Xandrex riesce a fare arrivare da quel che scrive...un qualcosa di molto forte ,mi ha sempre colpito il modo in cui commenta o affronta tematiche anche dolorose...ma belle per la chiarezza con cui scrive..

    Non so chi manda avanti il blog adesso ,davvero.!!

    Gianni Tiziano Grazie!

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    1. In fondo al post c'è scritto anche l'autore :)
      Comunque sono sempre io a mandare avanti il blog e la pagina FB per il momento, anche se molto lentamente!
      Grazie per il complimento comunque.

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  4. Davvero?mi fa molto piacere allora !
    Non volermene se ti seguo altrove ,dove scrivi e mai ....dico mai ho trovato in quel che dici, qualcosa di offensivo....potrei regalarti persino un post dal titolo "Le frasi più ricche di bellezza in rete"
    (Xandrex).

    Io per bellezza intento tutto ciò che riesci a sentire tuo,un senso di appartenenza e conoscenza in cui ti rivedi ...e di cui ne percepisci quel senso di unione ...

    So che cercavi persone che ti sostituissero nel blog e motivate allo stesso tuo modo.....
    Bene se nessun altro lo ha fatto da un lato dispiace che siamo a corto di persone qualificate in bellezza ,dall'altro vorrà anche dire che sei "insostituibile " Xandrex ...

    Se tu non scrivessi piu
    pensi che venga perduto quel senso di legame che percepisco da te ?Certo che mi dispiacerebbe non poterti leggere...ma non poterti sentire mi è impossibile ....almeno per come son fatta io..

    Grazie ...ti abbraccio!

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