lunedì 28 aprile 2014

Salton Sea, la desolazione di una terra dopo l'uomo.


Oggi vorrei condividere con voi una storia che ci fa riflettere molto sul reale impatto dell'uomo sull'ambiente che ci circonda.
Questa storia è ambientata in America, in California più precisamente. Sto parlando della storia di Salton City e del suo tragico destino, non che della storia del Lago Salton stesso.




Il Lago Salton ha avuto origine da una grande alluvione causata da un incidente con un canale di irrigazione proveniente dal fiume Colorado nel 1904. Milioni di litri di acqua si sono riversati in pieno deserto, dando origine al lago.
Molti progetti per tentare di fermare la perdita si rivelarono un fallimento. Nessuno riuscì a fermare l'inondazione che durò per molti mesi fino a quando, nel 1907, si riuscì a fermare la perdita con ben 3000 vagoni di massi e pietre.
Il danno ormai era stato fatto. Il lago che si era formato invece di evaporare rapidamente rimase pressoché immutato per molti anni fino a quando, nel 1950, Il Dipartimento di Caccia e Pesca della California decise di trasformare il lago in un paradiso per i pescatori.
Furono prelevati, con reti di grandi dimensioni, migliaia di pesci dal Golfo della California e poi liberati nel Lago Salton. Con tutti questi pesci, il lago divenne presto un punto di sosta per gli uccelli migratori.


Il lago fu oggetto, qualche anno dopo, anche di una serie di investimenti da parte di molti imprenditori, interessati al potenziale di questa zona, con un mare cristallino e dal clima caldo tutto l'anno. Hotel, Yacht club e campi da golf iniziarono a spuntare ovunque.
Vennero anche organizzate alcune gare di motoscafi fra cui la più famosa la Salton Sea 500, una gara di 500 miglia di resistenza.
Ma tutto questo un giorno finì. Gli anni d'oro del Salton Sea erano giunti al termine.

Verso la fine del 1960 il lago iniziò una metamorfosi . Le fattorie della Imperial Valley scaricavano le acque di irrigazione, cariche di sostanze chimiche, nel lago. Sappiamo che il sale e le sostanze chimiche contenute nei fertilizzanti non evaporano. Non avendo il lago alcuno sbocco, queste sostanze iniziarono ad accumularsi nelle acque, aumentando sempre più la loro concentrazione di anno in anno e rendendo così le acque del lago sempre più torbide e scure.


Verso il 1980, grazie alla grande quantità di sostanze nutritive contenute nell'acqua, le alghe proliferarono e si moltiplicarono a vista d'occhio fino a ricoprire letteralmente alcune zone del lago.

Le alghe iniziarono a consumare lentamente l'ossigeno contenuto nell'acqua  rendendo il lago invivibile per i pesci, che morirono in quantità bibliche nel giro di qualche anno.
L'odore di marcio derivante dalla decomposizione di alghe e pesci divenne presto insopportabile, spingendo villeggiatori e turisti ad abbandonare il lago, i luoghi di villeggiatura e le cittadine limitrofe.
Negli anni seguenti anche molte specie di uccelli morirono in gran numero, dopo aver ingerito il pesce contaminato.

Oggi le rive del Lago Salton sono per lo più acquitrini, cosparsi qua e la di vecchi edifici e circondati dalle rovine di ciò che rappresentava un tempo. Le acque sono ancora fortemente inquinate e con una concentrazione di sale altissima, non vi si può più fare il bagno e men che meno pescare.
Tutto questo non solo dovrebbe farci riflettere, ma ci mostra anche ciò che l'uomo è in grado di fare, nel bene e nel male. Ascoltando storie come queste ci si rende conto che alla fine è sempre il tornaconto personale a venir prima di tutto il resto, ed è sempre per colpa di questo che l'uomo finisce col rovinare tutto.
Ecco ciò che è stato capace di fare l'antropocentrismo... a voi le conclusioni.


















7 commenti:

  1. posto molto bello e purtroppo veritiero...sarà quello che accadrà piano piano a tutte le città del pianeta...in fondo la vita è sempre al secondo piano....

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    1. Grazie Luca per il tuo intervento, hai ragione... la cosa che fa riflettere è che sicuramente prima o poi toccherà ad altri luoghi sul pianeta...

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  2. fai dei post molto intelligenti e profondi, sono contento invece di leggere quello che scrivi...sono anni in cui si dovrebbe tutti riflettere su ciò che ci circonda, visto anche che ci sentiamo più evoluti rispetto a tante tribù o culture nel pianeta considerate primitive.....francamente la società moderna occidentale per me è molto retrograda rispetto a loro per il fatto che quelli che consideriamo primitivi....hanno imparato a valorizzare le cose essenziali....mentre nei paesi cosi detti civilizzati si insegna a distruggere, ad utilizzare la violenza senza scrupoli per ottenere ciò che si vuole e a sottomettersi al mercato quindi al denaro e ai potenti...nella tribù primitiva si trova il saggio che ha cura della sua tribù, mentre nel paese occidentale trovi un potente disposto a tutto pur di renderti schiavo.....e dipendente da lui.....

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    1. Grazie ancora, anche io la penso come te.

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    2. Anche io penso nello stesso modo. :-)

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  3. Ciao!
    Avevo già sentito parlare dei problemi dell'eutrofizzazione ma non conoscevo questo luogo e tutta la sua storia. Sto cercando delle parole educate per definirlo ma non me ne vengono. Posso dire però: l'uomo si crede davvero superiore agli altri animali? Questa storia risponde abbondantemente alla domanda. Un danno dopo l'altro senza alcuna volontà di ripararlo ma piuttosto di sfruttarlo al massimo fino alla totale distruzione. Un esempio su bassa scala. Dove sono la presunta intelligenza, conoscenza scientifica/tecnologia e la capacità di giudizio dell'uomo?
    So che di esempi ce ne sono tantissimi, ma trovo che questo mostri chiaramente come nasca un problema ambientale, la sua evoluzione e le conseguenze finali. Bisognerebbe citarlo ogni volta che qualcuno dichiara che l'uomo è superiore alle altre creature. Gli unici punti in cui è superiore sono senz'altro la mancanza di scrupoli e la stupidità (ecco l'ho detto, scusa ma non ho trovato altri termini appropriati).

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    1. Grazie Simona per il tuo intervento :)
      Non ti preoccupare per il termine, stupidità è senz'altro il più azzeccato di tutti quando si parla di queste cose.
      Non posso fare a meno di condividere la riflessione che ci hai lasciato col tuo commento.

      Ciao :)

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