martedì 4 novembre 2014

Il fallimento della democrazia

Questo post sicuramente potrebbe far storcere il naso alla maggior parte delle persone, ma tuttavia ci tenevo ad esprimere la mia opinione in merito e questo è.

Premetto che solitamente io non mi interesso molto di politica, almeno per come la politica è intesa oggi.
Soprattutto qui in Italia, lo vediamo bene da diverse generazioni, abbiamo un sistema politico in cui regna la corruzione, la degenerazione e l'indifferenza generale sui temi più importanti. E purtroppo questo non accade solo in Italia...

Ed è appunto basandomi su questo che io posso affermare quasi con certezza che la democrazia ha fallito.
Ha fallito sotto molti aspetti, eccone qui di seguito alcuni:


1) INCOERENZA CON IL SIGNIFICATO SUGGERITO DAL NOME STESSO.


Democrazia infatti è una parola che deriva dal greco e il suo significato etimologico è "governo del popolo", ovvero un sistema di governo in cui la sovranità (e quindi il potere) è affidata al popolo.
Ora, con tutta franchezza e sincerità... come può il popolo governare una nazione intera? E come può avere potere se è diviso?
Di fatto oggi il popolo non governa, sebbene viga la democrazia, e per giunta il potere è gestito dalle multinazionali, dalle banche e da tutte quelle persone altolocate nella società.
I politici e i capi dei vari governi sono solo fantocci messi lì per prenderci in giro e "farci stare buoni" e se qualcuno si oppone basta una bella mazzetta o una telefonata e si risolve tutto.
Qualcuno potrebbe dire che la colpa è del popolo che dorme, che non fa valere i suoi diritti, che non usa il suo potere. Ma secondo me chi la pensa così non coglie a pieno il succo della questione.
Il popolo non potrà mai agire di sua spontanea iniziativa senza essere guidato da un sentimento comune, come la disperazione (il che sfocerebbe in una rivolta violenta) o essere guidato da un leader (rivoluzione)... e poi come detto non ha alcun potere perché è diviso. E il pretendere di voler affidare il governo ad un entità che è divisa in se stessa è assurdo, è un qualcosa che non porterà da nessuna parte. Quindi il governo del popolo non è altro che un "governo fantasma" che sembra ci sia, ma che in realtà non potrà mai esserci. Ed è per questo motivo che sono subentrate banche e multinazionali. In assenza di un potere forte e deciso che renda "stabile" la situazione, ecco che gli sciacalli e gli avvoltoi arrivano e iniziano a banchettare approfittandosene.

La Democrazia è bella in teoria, ma in pratica è un errore.
Un giorno ve ne accorgerete lì in America.
(Benito Mussolini)


2) LA FARSA DELLA "CAMPAGNA ELETTORALE"


Quando il popolo è chiamato ad esprimersi poi, non è mai del tutto libero di scegliere, o non è mai del tutto consapevole di cosa ogni scelta comporta.
Pensiamo ad esempio al fenomeno della "campagna elettorale", altro abominio generato dalla democrazia.
Politici di ogni sorta e genere vanno in giro per l'Italia a raccontare fesserie con l'unico scopo di essere eletti e, per riuscirci, spesso sono costretti a fare le cosiddette "promesse da marinaio".
La campagna elettorale non è altro che una gara a chi le spara più grosse, o a chi riesce a fare meglio gola all'elettorato. (es. 80€ in più in busta paga). Spesso diventa una vera e propria competizione, in cui tutto diviene lecito... persino sedersi a tavolino per trovare il modo di diffamare gli altri candidati andando a rivangare il passato delle persone. La macchina del fango non risparmia nessuno, e i mezzi di comunicazione di massa divengono importanti strumenti nelle mani di chi ha il potere. (e questo va contro i principi dei "padri fondatori" della democrazia che usavano i media, in quanto voce del popolo, per influenzare chi stava al potere)
Poi abbiamo anche gente che va a votare pensando: "lo voto perché mi sta simpatico e ha una bella faccia" o "voto questo perché l'ha detto il parroco del paese durante l'omelia" oppure ancora "voto sempre il solito, tanto non cambierà mai niente".
Tutto questo capirete anche voi che non ha senso... che farsa è mai questa?

La Democrazia non può consistere unicamente in elezioni
che sono quasi sempre fittizie e gestite dai ricchi proprietari
terrieri e dai politici di professione.
(Che Guevara)


3) MAGGIORANZA NON E' SINONIMO DI GIUSTIZIA


Lo strumento più importante della democrazia è il voto, in cui al popolo viene concessa la possibilità di esprimersi in merito a determinate questioni, siano esse elezioni di nuovi rappresentati o referendum su legislazioni varie.
Poi abbiamo anche le votazioni in parlamento e al senato, che si basano all'incirca sullo stesso sistema delle votazioni popolari, ovvero che alla fine la maggioranza vince. L'opzione che prende più voti è poi l'unica ad essere presa in considerazione.
 Non so voi, ma io trovo questo sistema semplicemente ridicolo (quantità del resto non è sinonimo di qualità).
Questo non è "governo del popolo" ma il governo di una sola fetta della popolazione, ovvero la maggioranza che spesso non sa un fico secco di quello che va a votare ed è costituita spesso (ma non solo) dalle fasce più povere e meno istruite della popolazione.
Del resto, come si può pretendere che la democrazia sia sinonimo di giustizia? Il popolo è ignorante e pensa solo ai propri interessi personali (esattamente come hanno fatto i vari monarchi nel corso dei secoli) e ancora più ignoranti e degenerati sono i politici eletti democraticamente che lo governano.
I padri fondatori della democrazia all'inizio volevano che la possibilità di votare fosse data solo alle persone con un minimo di istruzione e di cultura, ma anche in tal caso.... che senso avrebbe avuto?
Nemmeno i laureati, i professori o gli scienziati hanno sempre la giustizia o la ragione dalla loro parte e non sempre sanno quel che è bene per il paese (d'altronde nemmeno la tecnocrazia potrà mai funzionare).
Quante leggi ingiuste sono passate, solo perché hanno avuto la maggioranza dei voti favorevoli. Ma d'altronde maggioranza non è sinonimo di giustizia.

Democrazia è niente più che controllo delle masse,
dove il 51% delle persone può togliere i diritti al restante 49%
-Thomas Jefferson

Democrazia
Il sistema che fra Gesù e Barabba, sceglie Barabba


4) LA LENTEZZA DELLA BUROCRAZIA E IL COSTO INSOSTENIBILE


Sarà capitato a tutti almeno una volta nella vita di dover recarsi a qualche sportello o ufficio per sbrigare delle pratiche burocratiche riguardanti permessi specifici, tasse o questioni di altra natura.
Troppo spesso la cosa occupa molto del nostro tempo, specialmente se non si è bravi a districarsi fra norme, leggi e decreti.
Senza contare tutto quel mare di scartoffie che si è costretti a compilare per ogni pratica che si vuole intraprendere. Tutto questo è molto scoraggiante e in alcuni casi può far desistere le persone dal far valere i propri diritti.
Vogliamo parlare poi delle eccessive e fastidiose lungaggini che porta con se la democrazia sul piano politico? Per fare una cosa tizio deve chiedere il permesso a caio, caio deve chiederlo a sempronio e via discorrendo.
Va a finire che per approvare una legge o un decreto passano mesi, e molte volte addirittura non si conclude nulla ma si continua a rigirare sopra alle stesse cose. E quanto tempo perso con polemiche inutili e guazzabugli vari che avvengono quasi quotidianamente in parlamento.
Poi quanto ci costa questa democrazia....se pensiamo a tutti i parlamentari, senatori, assessori e presidenti vari ce n'è da sfamare un reggimento! E spesso, se non quasi sempre, queste persone vivono solo di politica guadagnando più di ogni altro membro del popolo, senza contare pensioni d'oro e vitalizi vari...
Ma sono davvero necessarie tutte queste persone per prendere una decisione? E' davvero necessario un reggimento di individui in giacca e cravatta per governare un paese?


E' stato detto che la democrazia è
la peggior forma di governo fatta eccezione
per tutte le altre che sono state provate fin ora.
(Winston Churchill)


Concludo con una breve riflessione:
Se la democrazia si è dimostrata e continua a dimostrarsi un fallimento... perché allora le persone continuano a difenderla e a volerla?
In molti paesi in cui vigono dittature e monarchie varie si fa pressione affinché la democrazia si diffonda. Ma queste persone sanno davvero ciò che chiedono? Sanno a cosa vanno incontro?
Forse per loro la democrazia è il male minore paragonato agli scempi e le ingiustizie perpetrate dalle varie dittature.
Forse è proprio la paura delle dittature e delle ingiustizia a spingere le persone verso la democrazia, ma per come la vedo io è solo un'ennesima trappola concettuale.
Mi rattrista in un certo qual modo vedere come la fantasia e la creatività delle persone si sia spenta in un modo così misero, fino al punto di elemosinare la democrazia al tavolo delle potenze mondiali così come fanno i cani con le briciole dei loro padroni.
Dove sono finiti i grandi pensatori e creativi? Perché fossilizzarsi solo sulla democrazia quando si può avere un'universo infinito di scelte e di soluzioni? Perché ogni paese non può essere libero di decidere quale forma di governo crearsi da se? Perché le grandi potenze democratiche devono imporre il loro modo di vedere il mondo anche agli altri?
Lascio trarre a voi le conclusioni...


.....


5 commenti:

  1. Bello questo articolo.
    Credo che non ci sia nessun tipo di governo che possa far funzionare bene il mondo per come attualmente è organizzato.
    Sono d'accordo con te che la democrazia ha fallito.
    I primi stati sono nati in Europa, e poi tale sistema sociale è stato “imposto” a tutto il resto del mondo, tramite la violenza su altri popoli.
    La superficie terrestre è stata artificialmente divisa in stati.
    E' una organizzazione innaturale, che in natura non esiste.
    Se si guarda a qualunque aggregazione sociale di animali vedremo che l'ambito territoriale in cui si muove è molto ristretto : per un formicaio alcune decine di metri quadrati, per una coppia di aquile alcune decine di chilometri quadrati, per gli uccellini alcune decine di metri quadrati.
    I salmoni, le anguille, le balene, gli gnu, gli uccelli migratori non vivono stanziali sul territorio, ma si spostano seguendo il loro istinto.
    Sono figli della Terra, non di uno stato.
    Nessuno di questi animali penserebbe mai di aggregarsi in milioni di individui su vastissimi territori.
    Mi riferisco alla biomassa totale delle organizzazioni sociali: le formiche, per quanto numerosissime in un formicaio, hanno una massa molto piccola.
    I leoni della savana sono suddivisi in branchi che si tengono distinti gli uni dagli altri, non si aggregano in superbranchi, come facciamo noi aggregandoci in “stati”.
    Lo stato è una aggregazione marcia.
    Di conseguenza qualunque forma che tenti di farla funzionare, sarà marcia.
    Stato e democrazia, per come la vedo io, non hanno ragione di esistere.
    Credo che l'essere umano deva essere organizzato in tribù, autosufficienti, in economia di sussistenza, composte di circa 50 individui, e dove davvero il governo è del popolo.
    Come hanno vissuto gli esseri umani da 2 milioni di anni fa fino a diecimila anni fa.

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    1. Ciao Tiziano.
      Mi ha fatto piacere leggere il tuo parere in merito. Io la penso esattamente allo stesso modo... purtroppo però ciò rimane un'utopia. Utopia non tanto per il fatto che ciò non funzionerebbe (perché funzionerebbe decisamente meglio del sistema attuale), ma utopia perché davvero in pochi ai giorni nostri sarebbero disposti a rinunciare a tutti i benefici illusori della civiltà e in precisa maniera dello stato per ritornare a vivere come i nostri antenati. In quanti sarebbero disposti a rinunciare alla proprietà privata? E in quanti sarebbero disposti a mettere in comune tutto quello che hanno con gli altri? viviamo in un clima di estrema competizione in cui se ti permetti di abbassare la guardia solo per un istante il prossimo non esita ad approfittarne per "fregarti". E tutto questo è "merito" della civilizzazione.
      Bisognerebbe capire ora cosa ha spinto migliaia di persone a riunirsi in comunità allargate, è un qualcosa che ancora non riesco a spiegarmi oggi. Non credo sia un fatto di sopravvivenza, come affermano alcuni studiosi, ma più un fatto culturale ed ideologico. L'alienazione generata dall'antropocentrismo ha spinto le persone ad unire le loro forze contro una natura che difficilmente poteva esser "domata".

      Io mi accontenterei anche di un cambiamento di paradigma se non globale, almeno delimitato ad alcuni stati. Un modo di prendere decisioni e di governare l'interesse comune totalmente diverso da ogni altro fin ora. Non importa quale, basta che funzioni.
      Ma molto probabilmente hai ragione tu, ogni sistema di governo è destinato a fallire poiché parte dal presupposto del sistema politico precedente e dalla precedente organizzazione sociale (stato).
      Il problema è farlo capire a tutte le persone. A volte penso che solo una catastrofe di portata mondiale possa sistemare tutti questi problemi.

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  2. Infatti molti direbbero che sei un ignorante scrivendo ciò che scrivi, ma non si rendono conto che sono semplicemente indottrinati. Mussolini per quanto sia stato spietato, su molti punti ha ragione come anche Guevara ed il resto dei personaggi da te citati.

    Democrazia per me è sinonimo di ingiustizia. E' proprio quel 51% che spesso dorme e non nota di esser inculato (scusa il termine).

    Il solito "parlare" dei politici ed il dire che la violenza e la rivoluzione sanguinaria sia una cosa sbagliata è semplicemente un pararsi il culo per nascondere la violenza strutturale che continua ad uccidere persone non lasciando tracce del delitto, ne responsabile alcuno, ma solo colpa indirizzata verso la stessa vittima definita sfortunata.

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    1. Grazie Jan, io penso che sia sciocco giudicare una persona solo esclusivamente per le cose "cattive" che ha fatto. Si può imparare molto da ogni persona, e ognuna può cogliere anche solo un briciolo della verità... quindi merita di essere ascoltata.
      Dire che Mussolini aveva ragione su alcune cose non implica una qualche complicità con le stragi e con il sangue di cui si è macchiato.
      Mi fa piacere vedere che qualcuno ancora la pensa così. Molte volte mi è stato dato dell' "eco-fascista" solo sulla base di alcune mie idee un po' spinte. Ma lasciamo che la gente parli e giudichi, molte delle volte aprono solo bocca per dargli fiato.

      Ciao.

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    2. La gente è abituata a semplificare le cose dando etichette e nomi a quello che per loro è troppo difficile capire. Anche qui si può parlare del dualismo che ben conosciamo.

      Il problema è che il sistema talvolta ci impone a ragionare come il resto, a pensare alle cose essenziali ma anche banali nello stesso tempo, a farci sentire delle nullità se economicamente stiamo male o se non abbiamo una professione che ci soddisfi.

      Qualunque cosa succeda noi dobbiamo sentirci comunque delle entità forti e anticonformiste anche se il mondo ci va contro. Non è il mondo a decidere per noi, semmai quell'energia che spesso ci incoraggia e ci fa sentire vivi, quel senso di consolazione quando siamo al limite tra vita e morte, quel sentire di essere qualcuno anche se per gli altri non siamo nessuno.

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