sabato 9 maggio 2015

Violenza o non-violenza? Questo è il problema.



E' vero che la violenza è sempre sbagliata? Ed è vero che con metodi pacifici si può ottenere tutto?
In questo post non andremo a parlare della violenza intesa come mezzo dei prepotenti per dominare sui più deboli, e nemmeno della violenza intesa come l'esplicito tentativo di un essere umano di danneggiare l'altro, non è nemmeno mia intenzione parlare della violenza gratuita. E' palese che questi tipi di violenza andrebbero sempre evitati, in ogni modo, poiché tali comportamenti non recano giovamento a nessuno se non apparentemente alla persona che li adopera.
Però esiste un'altro tipo di violenza, una violenza che non ha lo scopo di offendere, di arrecare davvero danno al prossimo. E' come una specie di violenza obbligata, un passaggio inevitabile... una violenza che non è guidata dal desiderio di dominare o distruggere, ma bensì una violenza guidata dal desiderio di proteggere o conservare ciò che si ama di più al mondo.

A volte l'esasperazione assieme al sentimento di impotenza portano le persone a compiere gesti apparentemente senza alcun senso, gesti che in una condizione normale non avrebbero mai compiuto.
Persone disposte a rischiare tutto in nome di un ideale più grande. Magari fra di loro c'è anche chi odia la violenza, ma che comunque dentro di sé sente che è giusto combattere in nome di una causa più grande.
Spesso queste persone vengono chiamate con l'appellativo di "terroristi" o addirittura "criminali".
Sembrerebbe incredibile... ma se prendiamo come esempio i partigiani, oggi sono onorati da tutti come eroi, ma nella loro epoca non erano considerati niente più che criminali e terroristi da parte dei nazisti.
Quindi qui la domanda sorge spontanea: Come mai coloro che dicono che con la violenza non si risolve mai nulla, poi additano i partigiani come degli eroi da cui prendere esempio?

Forse, anche in questo caso, non tutto si può dividere in bianco e nero? Esistono anche qui delle sfumature?
E' giusto o no imbracciare le armi e combattere per difendere ciò che ci è più caro?

A tal proposito mi viene da citare una questione che a me personalmente sta molto a cuore: ovvero la difesa della Terra, non soltanto inteso come pianeta, ma inteso come la difesa di tutto ciò che essa rappresenta e simboleggia.
Come non parlare del fenomeno dell'Ecoterrorismo allora? I principali movimenti ecoterroristi nel mondo vengono additati come criminali e pericolosi. Ebbene, che differenza c'è fra chi lotta per liberare la propria patria e chi lotta per liberare il proprio pianeta dall'influenza di un modo di vivere imposto dall'alto che lo sta lentamente distruggendo?
Non condivido certo i metodi di gruppi come l'ELF (Earth Liberation Front), però tuttavia non mi sento neanche di giudicare il loro operato.
Dopotutto, chiunque abbia provato almeno una volta nella vita un sentimento di amore profondo e sincero verso il pianeta Terra ha desiderato almeno per qualche secondo di poter lanciare una molotov in un campo di OGM, o di piazzare qualche ordigno su un bulldozer intento a disboscare l'ennesima area boschiva.
Anche il movimento dell' ELF è nato nella stessa maniera in cui sono nati i partigiani, ovvero da una situazione di profondo scontento ed esasperazione, non che da un fortissimo senso di impotenza difronte agli eventi.
Cambia ciò per cui si combatte, ma i meccanismi sono esattamente gli stessi.

Che dire poi della non-violenza? Un modo di vedere il mondo decisamente ammirevole, ma che tuttavia presenta anch'esso i suoi problemi.
Ad esempio: è possibile risolvere ogni problema con la non-violenza? Pensateci bene prima di rispondere.

Sarebbe stato possibile fermare personaggi come Hitler attraverso l'uso della non-violenza? Si sarebbe potuta fermare l'avanzata del Nazismo semplicemente scendendo in piazza ed utilizzando la disobbedienza civile? Non credo proprio.
Quindi anche qui esistono delle sfumature, e come al solito bisogna avere la giusta sensibilità per coglierle.
Pensiamo a personaggi come Martin Luther King o come il Mahatma Ghandi. Uomini molto coraggiosi, non vi è dubbio. Tuttavia questi personaggi avevano dalla loro parte un numero ingente di sostenitori, i boicottaggi e i fenomeni di disobbedienza civile che organizzarono furono di portata talmente enorme che i vari potenti furono quasi costretti ad accogliere le loro richieste. Ma stiamo parlando di casi isolati e particolari... i movimenti di M.Luther King e Ghandi non rappresentano certo la norma.

La maggior parte dei movimenti nonviolenti o di resistenza passiva odierni sono piuttosto facili da schiacciare, e molto spesso non riescono a raggiungere lo scopo che si prefiggono. Il massimo che si limitano a fare è una bella passeggiata in piazza con tanto di striscioni e cartelloni. O al massimo incatenarsi davanti a qualche edificio o cercare di ostacolare in qualche modo qualcosa che non piace.
Ma ormai soprattutto negli USA sono molto organizzati e alla polizia basta poco... basta munirsi di un tronchese e tagliare le catene per poi prenderti e trascinarti via a forza, magari facendo uso anche di pistole elettriche.
Il fatto è che ai potenti non importa un fico secco di queste cose. Tanto a loro non cambia niente ascoltare o non ascoltare queste richieste, in più hanno trovato il modo di mettere le fette di salame sugli occhi all'opinione pubblica attraverso i mass media. La popolazione non farà nulla per fermare tutto questo. Si potrebbe dire che i potenti siano diventati quasi intoccabili.

Ma allora che cosa si può imparare da tutto questo? Né la violenza, né il pacifismo possono risolvere sempre tutti i problemi.
In ogni caso, sia usando l'una, sia usando l'altra, per uscirne vittoriosi bisogna assicurarsi di avere potere e di poterlo utilizzare. Mi spiego meglio...

Mettiamo che un uomo deboluccio e gracile voglia far valere i propri diritti su di un omaccione grande grosso e forte. E' chiaro che se l'uomo gracile decidesse di usare la violenza per far valere i propri diritti, finirebbe inevitabilmente schiacciato, ed ogni suo sforzo risulterebbe vano.
Stessa cosa se tale uomo volesse far valere i suoi diritti attraverso la diplomazia, o attraverso metodi non violenti. All'uomo grande e grosso importerebbe mai qualcosa dei motivi che spingono l'uomo gracile a far valere i suoi diritti? No, non credo proprio... in quanto non considera l'uomo gracile una minaccia. Magari l'omaccione potrebbe decidere di accontentare l'uomo gracile, ma finirebbe comunque per dargli un "contentino", e non accoglierebbe totalmente le sue richieste. In poche parole usare metodi non violenti in un tale contesto equivarrebbe a mettersi nelle mani dell'omaccione, e fare affidamento sulla sua comprensione, compassione e sensibilità.

E' chiaro quindi che entrambi i metodi hanno bisogno che chi li usa sia quanto meno forte (non solo in senso fisico) allo stesso modo della "controparte" che vuole convincere o che vuole combattere. Anche la quantità è importante e non solo la qualità. Gruppi di persone più numerose hanno più probabilità di riuscita.

Ma molti ignorano il fatto che esiste una terza via...
Se non puoi sconfiggere un'avversario poiché è troppo forte, l'unica cosa che ti resta da fare è aspettare nell'ombra, provando in qualche modo ad indebolirlo lentamente ma inesorabilmente fino al punto di farlo crollare. Si può sottrarre forze ed energie ad un nemico, mentre questo nemmeno se ne accorge poiché la sua attenzione è rivolta altrove.
Questa è la logica del parassita. In Natura è più che manifesta la sua efficacia. Esserini minuscoli ed invisibili alla vista possono abbattere facilmente animali milioni di volte più grossi e più forti di loro e molto spesso tali animali non sono nemmeno consapevoli della loro presenza.
E' una logica abbastanza viscida e poco onorevole, una vigliaccheria direbbero alcuni. Ma funziona.
Non vi è onore né gloria infatti per chi sceglie questa strada. Nessun morto da ricordare, nessuna statua, nessuna commemorazione, niente discorsi strappalacrime poiché chi opera nell'ombra non può essere ricordato, né esaltato.
Sono esistite diverse società segrete in passato, purtroppo non tutte perseguivano ideali o scopi del tutto condivisibili, però decisamente hanno fatto la loro parte. Alcune volte hanno persino cambiato il corso della storia.
Alcune società sono state scoperte ed eradicate, altre sono sparite misteriosamente, di altre ancora magari non sappiamo nemmeno che esistano o se magari siano davvero esistite.
Anche oggi esistono società segrete i cui scopi non sono del tutto manifesti. La più famosa di tutte è la massoneria, che come ormai tutti sanno è al centro delle più disparate teorie del complotto.


Quindi in conclusione... molte situazioni possono essere cambiate attraverso una rivoluzione armata, attraverso una resistenza pacifica di portata epocale oppure attraverso le società segrete.
Credo che alla fine poco importi come si scelga di operare, l'importante è fare uso di tali metodi con saggezza, intelligenza e responsabilità. L'importante è provare a fare qualcosa per cambiare questo mondo ormai alla deriva e ancora più importante è prendere coscienza del fatto che difficilmente le cose cambiano se nessuno dimostra di volerlo davvero.

Un saluto a tutti voi, alla prossima.


10 commenti:

  1. Bell'articolo.
    Al momento sono pessimista.
    Mi sembra che sta vincendo il male : sovrappopolazione, disastri ecologici, cambiamenti climatici, perdita di biodiversità.
    Manca sensibilità verso la natura : i soldi sono diventati un dio, la cultura un dio, l'economia un dio, la tecnologia un dio, l'uomo un dio.
    Fermate il mondo, voglio scendere.
    L'uomo è perso nella sua pazzia.
    Ci sono molte persone di buon senso, ma sono di numero insufficiente.
    Io mi sto stufando.
    Sta prevalendo la pazzia, il non-senso.
    La pazzia dell'uomo ogni giorno è più grande.
    Nutro poche speranze.
    Ho la consolazione che almeno ho una buona consapevolezza di ciò che sta succedendo al pianeta Terra, a causa del pazzo uomo.
    Sono contento di essere consapevole.
    La maggioranza di noi non lo è.
    Ecco, questa è una proposta di quarta via, Alessandro :
    AUMENTO DI CONSAPEVOLEZZA.
    Non per sminuire la terza, solo per affiancarla e darle più forza.
    Ciao, e buona giornata.

    Gianni Tiziano

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    1. Grazie Tiziano per il tuo commento, ho visto che lo hai riportato anche su Facebook.
      Mi scuso per la lentezza con cui i commenti vengono pubblicati qui, ma non controllo tutti i giorni i commenti.

      Riporto anche qui la risposta che ti ho dato su Facebook:

      Anche io purtroppo sto perdendo lentamente la speranza... ci sono troppe cose che non possono essere cambiate ed a volte sembra proprio che ogni nostro tentativo sia inutile. Anche io sono stanco come te di tutto ciò. 'Fermate il mondo, voglio scendere' mi sembra la citazione più adatta in questo caso.

      È bello essere consapevoli. Ma è triste quando ti accorgi di essere uno dei pochi ad esserlo. Quando ti guardi attorno e capisci che le altre persone non comprendono e vivono come fossero addormentate... ecco questo ti dà da pensare. Sicuramente la consapevolezza rappresenta una quarta via. Ma è difficile che ciò porti ad un vero cambiamento fino a quando ci saranno persone che non vogliono vedere ne capire e che preferiscono dormire poiché ciò porta loro dei vantaggi.

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  2. Quindi in conclusione... molte situazioni possono essere cambiate attraverso una rivoluzione armata, attraverso una resistenza pacifica di portata epocale oppure attraverso le società segrete.
    Credo che alla fine poco importi come si scelga di operare, l'importante è fare uso di tali metodi con saggezza, intelligenza e responsabilità. L'importante è provare a fare qualcosa per cambiare questo mondo ormai alla deriva e ancora più importante è prendere coscienza del fatto che difficilmente le cose cambiano se nessuno dimostra di volerlo davvero.

    Ciao Xandrex,
    come vedi ho riportato delle conclusioni, le tue conclusioni su un discorso abbastanza complesso.Leggendo ogni parola, ogni concetto o pensiero cercavo di capire dove volevi portare tu il lettore, quale fosse il tuo fine!

    Perchè scrivi Xandrex?
    Per chi scrivi?

    .....importante è prendere coscienza del fatto che difficilmente le cose cambiano se nessuno dimostra di volerlo davvero........

    Eccola qui una probabile tua risposta a quelle due domande, tu credi o magari speri personalmente in quel ''cambiamento'', rappresenti un ''canale'' che invoglia la gente a prendere coscienza di questo attuale sistema modificabile e migliorabile, son d'accordo............son d'accordo con te e con il gruppo di cui fai parte, avendo in comune l'unico FINE: il cambiamento..

    Conosci il vero significato della LIBERTA'?
    Pensi che possa essere collegato il concetto di ''cambiamento'' con quella stessa ''libertà''???
    Tu volendo il cambiamento sei ''libero'' di esercitare in azioni e parole ciò che veramente senti di essere?


    ''Credo che alla fine poco importi come si scelga di operare, l'importante è fare uso di tali metodi con saggezza, intelligenza e responsabilità.''.........no, poichè se scegli di risolvere situazioni attraverso una ''rivoluzione armata'' non puoi citare parole come ''saggezza ,intelligenza e responsabilità''.

    Violenza o non violenza?

    Chi è per la non violenza credo che conosca molto bene il senso profondo della saggezza, dell'intelligenza ,della responsabilità e della libertà....

    Ci sono temi che tratti molto significativi, ma la poca presenza di chi ti legge mi scoraggia, saranno impegnati nei fatti più che nelle teorie tutte queste persone???

    La libertà per molti è la disinformazione, e la disinformazione è quel cambiamento che non potrà avvenire perché piace l'indifferenza , una forma di violenza che uccide l'anima più del corpo stesso...

    GRAZIE Xandrex, tu sei un eccezione che conferma la regola dell' esistenza, tu ci sei e dimostri di far qualcosa ..............ciao

    Ada

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    1. Ciao Ada, mi fa piacere rileggerti.
      Mi hai posto proprio delle belle domande ed hai espresso dei concetti molto profondi.
      Anche se hai individuato la risposta a quelle due domande nel mio scrivere, voglio comunque provare a risponderti...
      Onestamente non lo so di preciso perché scrivo, in realtà non ho un obbiettivo prefissato... non è mia vera intenzione quella di scrivere per convincere qualcuno di qualcosa. Penso che il mio scrivere sia dato dalla mia irrefrenabile voglia di analizzare la realtà che ci circonda, di prendere pezzo per pezzo, esaminarlo, prenderne in considerazione ogni minimo aspetto per poi poter avere un quadro generale della situazione. Penso che alla fine io stia solo provando a cercare la verità, cercando di purificare la mia mente da tutto ciò che mi è stato insegnato, di rimettere in discussione tutto insomma. Quindi per rispondere alla tua domanda: Per chi scrivo? Scrivo per me stesso, per riordinare le mie idee ma scrivo anche affinché chi mi legge faccia altrettanto. Scrivo affinché le persone si fermino e si pongano le mie stesse domande, scrivo affinché le persone imparino ad andare oltre alle apparenze, oltre al "sentito dire", oltre a ciò che gli è stato insegnato fin da quando erano bambini.

      Mi è piaciuta molto la tua domanda... conosco il vero significato di libertà? Onestamente non lo so, qualunque idea io mi sia fatto della libertà, non credo questa corrisponda davvero alla realtà. Credo di non aver ancora assaporato a pieno questa sensazione per poterla comprendere a pieno.
      Comunque ciò che io penso è che la Libertà sia direttamente collegata ad un concetto di cambiamento, sia in termini di società, sia per quanto riguarda la sfera interiore di ogni singolo individuo. In particolar modo io penso che questa società ostacoli in ogni modo le libertà dei singoli individui, limiti la creatività e la vera innovazione, che non è tanto tecnologica, ma piuttosto innovazione intesa come la capacità di far fronte a dei problemi di diversa natura, non solo economica. Questa società limita così la resilienza.
      Per questo io desidero il cambiamento, perché semplicemente sono stanco di assistere impotente alla distruzione di tutto ciò che per me è sacro, ovvero la vita nel suo insieme sul nostro pianeta. Desidero il cambiamento perché dentro di me ho intuito che il comportamento dell'essere umano non è più sostenibile. Non si può continuare così.
      Forse non ho mai assaporato davvero la Libertà, però conosco bene la sensazione opposta, che è l'oppressione.
      No, non mi sento per nulla libero di essere ciò che sono, però sì... sicuramente sperare in un cambiamento è ciò che mi fa sentire un po' più libero.
      La verità è anche ciò che ci rende un po' più liberi. Il problema è che viviamo in una società piena di menzogne, questo ostacola la libertà e rende tutto più difficile.

      Per quanto riguarda la violenza, essa è solo un mezzo come un'altro. Essa può essere usata più o meno saggiamente e responsabilmente. Questo non toglie il fatto che utilizzare metodi non violenti sia la cosa migliore e astenersi dalla violenza è decisamente una scelta più saggia. Però non sempre agire in modo non violento è possibile.
      E' un po' come bere... si può bere un bicchiere o due o ci si può ubriacare, si può bere responsabilmente o irresponsabilmente. Così è per il calice inebriante della violenza.
      Poi certo, sarebbe meglio non bere affatto. Però si può comunque bere responsabilmente.
      Per questo io non giudico la violenza, giudico piuttosto la stupidità e l'irresponsabilità delle persone che la commettono.

      Grazie a te Ada, sono i commenti belli e significativi come il tuo che mi fanno apprezzare maggiormente quello che faccio. Ciao

      Alessandro.

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  3. Grazie a te Ada, sono i commenti belli e significativi come il tuo che mi fanno apprezzare maggiormente quello che faccio. Ciao

    Ciao, Alessandro
    non devi ringraziarmi di nulla, voglio solo che tu stia bene....
    che strano!....ho letto un pò di te, ho visto questo sfondo stellato e ti ho collegato ad una persona che conobbi in rete.... che interminabile catena..!!!!!!.

    Alessandro....è questo il tuo vero nome?
    Ti ricorda qualcosa questa frase:.''...sarai anche un esperto mentale, io lo sono di scrittura, potrei riconoscerti ovunque.......''se non ti ricorda niente vorrà dire che sono una folle ,non farci caso


    Continua a scrivere per favore, è l'unica cosa che sento di dirti......mi dà una strana forza

    Scusami, se non mi firmo,,,,,, ciao



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    1. Si quello è il mio nome, il tuo è Ada? O è solo un modo di firmarsi? :)

      Purtroppo no, tale frase non mi ricorda nulla al momento.

      Continuerò sicuramente a scrivere quando sentirò dentro di me il bisogno di farlo e quando avrò più tempo. Al momento la vita mi tiene alquanto occupato, ma il mio viaggio alla ricerca del paradiso perduto non è ancora finito.

      Ciao

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  4. Ada è un'alternativa che uso e che piace a chi non accetta l'altra alternativa ossia:falsità in cambio di verità..
    Sai vanno molto di moda i nick falsi, le identità rubate o contraffatte, viviamo in un sistema che legalizza la ''falsità''.....sono ormai diventata una conformista in questo senso, mi sono adeguata alla massa.... !?

    NO, stò solo usando un sistema di ribellione verso questi sistemi del cavolo.....tra poco non avremo più la necessità di soddisfare nemmeno i nostri bisogni fisiologici, mangeremo attraverso i cavi, le emozioni cesseranno del tutto......LA RETE sarà la prigione della nostra anima ,scelta consapevolmente dal proprio corpo, la Mente non partorirà più idee e ingegni, conoscerà solo sigle e simboli....

    ''Al momento la vita mi tiene alquanto occupato, ma il mio viaggio alla ricerca del paradiso perduto non è ancora finito.''

    Ecco una frase che mi tiene in vita,
    parli di un viaggio...il tuo viaggio alla ricerca del paradiso perduto.....che bella frase....tu vedi un ''paradiso perduto'', un ritorno alle origini, al rispetto della natura come ambiente e come principio umano!....condivido pienamente soprattutto con la parola ''viaggio'', non importa dove arriverai..... la tua meta.....importa il durante, il percorso che tendi di fare....Spero solo che ciò che al momento tiene occupata ''la tua vita'' non sia tecnologico : -)
    Ciao Xandrex

    Linda

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    1. No, non è un qualcosa di "tecnologico" a tenere occupata la mia vita. Ma piuttosto un costrutto sociale.
      Infatti ho scritto che è la vita a tenermi occupato :)
      Per quanto riguarda il mio pensiero riguardo alla tecnologia, se hai avuto modo di leggere alcuni dei miei vecchi post, sai già come la penso.
      Io considero la tecnologia come uno strumento come altri, il problema come sempre è l'utilizzo che se ne fa. E da quali intenti si è guidati.
      L'attuale sistema tecnologico è guidato dal mero profitto e dal terribile desiderio di onnipotenza dell'uomo.

      Ciao Linda (e grazie per aver fatto questo "baratto" di falsità-verità con me)
      Sicuramente avremo modo in altre occasioni di scambiarci qualche riflessione.

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  5. Sicuramente avremo modo in altre occasioni di scambiarci qualche riflessione.

    Sicuramente.... perchè così sicuro?

    Ti scrivo un discorso indiretto Alessandro che potrebbe rivelarsi diretto se tu lo comprenderai...

    ''Sicuramente'' abbiamo già avuto un' occasione per scambiarci qualche riflessione!

    ciao.......................

    Linda

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    Risposte
    1. Ciao Linda, scusa se non ho risposto subito. Sono stato piuttosto impegnato ultimamente, ma va tutto bene.

      Con tale frase intendevo dire che spero che in futuro avremo altre occasioni (oltre a questa) di scambiare qualche riflessione. Quel sicuramente non era tanto una certezza, ma più una speranza.

      Ciao

      Alessandro

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