domenica 1 dicembre 2013

Il vero peccato originale e il progetto per l'uomo.



Questo è un video che ho realizzato per illustrare in modo riassuntivo il succo di questo blog e la sua ragione di esistenza. Verrà inserito nella sezione "Perché Nuova Eden?".

Si parte con l'analizzare il mito dell'Eden in chiave filosofica/razionale poi si analizza brevemente la storia dell'uomo, del suo lento declino, fino ad arrivare all'epoca moderna, con i suoi contrasti e le sue contraddizioni.
In fine viene presentato come sarebbe il mondo se l'uomo rinnegasse l'antropocentrismo e gli idoli che comporta.

Vorrei che vedeste tutto questo non in chiave propagandistica/religiosa ma come un monito e un invito a riflettere. Per il resto... buona visione!.


6 commenti:

  1. Bel video.
    Anche se alcune cose le vedo in maniera leggermente differente, il succo della tua visione è il lo stesso succo della mia visione.
    E' la stessa visione.
    Non è impossibile il ritorno all'Eden, non è utopia.
    Si può fare, vale la pena farlo.
    Ciao.

    Gianni Tiziano

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  2. Mi è piaciuto. Diciamo che in questo caso la bibbia ha saputo dare la sua risposta :)

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  3. Ciao! Wow, complimenti per il video! Un'analisi profonda e un'interpretazione davvero sensata. Non avevo mai pensato all'eden e al peccato originale in questi termini, sebbene ci andasse più o meno vicino. Condivido interamente questa tua visione. Effettivamente questo video centra e racchiude tutti i temi del tuo blog. La natura è qualcosa di meraviglioso che dovremmo studiare per prenderne esempio piuttosto che studiare per sfruttarne ogni risorsa a nostro uso e consumo. Non ho mai sentito un'interpretazione più sensata del peccato originale. Il nostro egoismo ci ha portato ad approfittare delle nostre abilità manuali per prendere il sopravvento su quello che doveva essere il nostro paradiso naturale, una meraviglia da esplorare, ammirare e con cui entrare in sintonia per sopravvivere e goderne appieno ogni sfacettatura. E invece la nostra presunzione di superiorità ci ha portato e sta ancora portando (nonostante i numerosi avvisi che ogni giorno la natura ci lancia silenziosamente) a sconvolgere i suoi perfetti equilibri, cosa che finirà per distruggere anche l'uomo stesso. Se non iniziamo a renderci conto di questa realtà e a mettere in atto un cambiamento radicale penso che alla fine ci penserà la natura stessa ad applicare le sue leggi eliminandoci per poi riprendere daccapo il suo inesorabile ciclo (almeno spero in questo, nel peggiore dei casi). Ma spero ancora che possiamo trovare delle soluzioni concrete per ritornare a vivere in simbiosi con il mondo che ci circonda..ma come si fa? Tornare indietro è possibile? Siamo così tanti nel mondo...ed è necessario che tutti o buona parte ci credano veramente perchè si possa ottenere un vero risultato globale. Ci vuole una visibilità e un'informazione maggiore su questi temi...e in più lingue possibili... magari esistono anche...devo verificare! Non è facile cavolo, capisco e ammiro molto tutto il tuo impegno e mi piacerebbe dare un contributo in qualche modo...ma come?

    Saluti,
    Simona

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    1. Che tu ci creda o no, il mio lavoro con questo blog è iniziato proprio in nome di questa interpretazione "alternativa" della Bibbia (ma storie simili a quelle dell'Eden sono presenti anche in altre culture).
      Questo mi ha portato alla conclusione che c'è un qualcosa che tutti gli esseri umani hanno sempre intuito e che hanno cercato di raccontare, ognuno a modo suo. La conseguenza di questo sono, appunto, questi racconti carichi di un significato metaforico che al giorno d'oggi è invisibile o considerato ridicolo ai più.

      Io credo che sia questa la più grande sfida che l'essere umano dovrà affrontare nei secoli a venire... (ri)trovare un equilibrio con ciò che lo circonda, (ri)scoprire quanto abbiamo bisogno del Tutto, capire che noi non siamo delle isole, ma siamo parte integrante di Esso. Credo ci sia fortemente bisogno di (ri)tornare alle origini, (ri)tornare alla fonte, non tanto per rimanerci... ma piuttosto per comprendere ciò che abbiamo perduto, per imparare a (ri)assaporare le piccole cose della vita. Per (ri)scoprire cosa siano cose come la felicità e la libertà. Per questo il blog si chiama "Nuova Eden", appunto per sottolineare il legame fra l'antico e il nuovo, il passato non è passato... ma è sempre lì a ricordarci qualcosa, ma dobbiamo prima imparare a leggere fra le sue righe.
      Non si può puntare al progresso fine a sé stesso senza comprendere chi siamo e da dove siamo venuti.


      Ma come tu giustamente dici, non vi è posto per queste cose nel mondo in cui viviamo, nel mondo creato ad uso e consumo dell'uomo.
      Il giorno in cui questa nuova (ma allo stesso tempo antica) consapevolezza prenderà piede, (se mai lo farà) ebbene quella sarà la fine del mondo creato da Homo sapiens.
      Un cambiamento troppo enorme per essere immaginato, troppo enorme per non suscitare paura.
      La gente ha paura di un cambiamento simile, per questo non si sta facendo abbastanza per cambiare rotta. Fa troppo comodo rimanere dove siamo, il problema è che non è la strada giusta e che più esitiamo, più diventa difficile tornare indietro.
      La gente ha paura che questa strada segnerà la fine del benessere, delle agiatezze e delle grandi abbuffate. In parte ciò è vero. Ma la gente ha paura soprattutto perché ha dimenticato cosa sia la vera vita. E' una cosa nuova, e capisco che possa spaventare.
      Se capissero cosa significhi davvero vivere, non esiterebbero a gettarsi tutto alle spalle per andare alla ricerca di questa "acqua", che rinfresca e disseta. Un acqua che la nostra anima anela da sempre, una sete che in realtà abbiamo dimenticato.

      Ma noi, nel frattempo, che facciamo? Bella domanda. Ti confesso che anche io vorrei contribuire in un modo che vada oltre il semplice scrivere su di un blog. Ma fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.
      Purtroppo, mi amareggia dirlo, l'essere umano non è ancora pronto per una cosa simile... certo il numero di persone che sta aprendo gli occhi aumenta giorno dopo giorno. Però siamo ancora lontani.

      Non penso si possa fare altro se non tentare di dare il proprio esempio, tentare di indicare agli altri la strada da percorrere. Insegnargli a vedere che esiste un tesoro a questo mondo, che solo i più coraggiosi e sensibili possono cogliere. Il resto, se sarà destino, verrà da sè. Se abbiamo seminato bene i frutti non tarderanno ad arrivare. Ma dobbiamo seminare nel frattempo, senza stancarci... anche se ammetto che è una vera impresa non cedere allo sconforto e alla rassegnazione. Io stesso sono caduto sotto un tale peso, e ora non so quando mai potrò rialzarmi. Spero presto comunque...

      Ciao,
      Alessandro

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  4. Wow, sei una fonte continua :)
    però mi dispiace che dici così. Non bisogna rassegnarsi mai. Penso che nel tuo piccolo stai dando un contributo molto importante! Purtroppo non è possibile ottenere dei risultati immediati e capisco che dopo anni sembra sempre di non vederne a causa della situazione ambientale sempre più critica intorno a noi. In realtà però ci sono sempre più persone che stanno cambiando il loro modo di alimentarsi e di vivire, cercando delle soluzioni sempre più rispettose verso l'ambiente ed ecocompatibili. Ci sono volontari che lottano per salvaguardare gli animali e per dare loro una voce. Non è ancora sufficiente, lo so, però l'importante è che ci sia anche solo un piccolo ma graduale miglioramento ogni giorno che passa. Forza e coraggio! ;)

    Ciao!
    Simona

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    1. Grazie Simona, sono consapevole del fatto che non bisogna rassegnarsi... il problema è che spesso la vita ti costringe a questo.
      A volte vorrei solo recuperare il coraggio che mi è stato sottratto. Ma è un compito difficile con cui dovrò fare i conti.
      Dopotutto non si può essere soli contro tutto e tutti, prima o poi anche il coraggio viene meno.
      Ma la speranza quella no, quella rimane sempre. E su quella conto per rialzarmi.

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